Missione Dicembre 2016
Diario di Lola Tonin – Presidente S.O.Solidarietà Onlus
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Non saprei come iniziare questa testimonianza, so solo che mi alzo al mattino e dopo aver contrallato dalla grande finestra che domina il golfo se c’è il sole o se ci sono le nuvole, il pensiero corre corre attraversa terre mari deserti  ed arriva sotto il portico di una casina situata in un villaggio fra le palme, i banani e i secolari alberi di mango.

C’è una staccionata di bambu che delimita un piccolo prato dove l’erba stenta a crescere nella stagione secca, ma quando arrivano le piogge diventa smeraldo e nell’angolo destro ci sono anche le prime piantine di basilico, prezzemolo e un pomodoro.

Sulla staccionata a quest’ora del mattino si susseguono tante, ma tante faccine nere dai 4 ai 12 anni  che salutano festose.

Usano il nome Ida o Lola perchè per loro tutti i bianchi si chiamano cosi, come le due persone a loro più vicine.

Vanno a scuola con poche cose felici, non conoscono il peso di zainetti stracolmi e strapesanti. Spesso fra i bambini ci sono degli adulti mamme o papà, spesso nonne con febbre che cercano aiuto per la malaria, per il tifo, per l’epatite.

Sanno che in quella casina c’è una piccola farmacia, i farmaci sono buoni non cinesi!!!

Il pensiero ritorna, ma il cuore rimane.

E durante la giornata è un via vai continuo: arrivano le telefonate in whatsapp con richiesta di aiuto per piccoli problemi…..il generatore non funziona, la pompa dell’acqua deve essere pulita, Harry è caduto, suor Tiffany ha la febbre e……. grandi …grandi perché ti coprono di responsabilità: Jgioma è in travaglio da tre giorni e non partorisce, la macchina non c’è! Il ginecologo non si trova c’è solo Joseph…. giovane tirocinante come fare…… un cesareo per telefono!!!!!!!

Mi raccomando la pulizia della cute… i ferri sono sterili, Monica c’è per l’anestesia prepariamoci…. fai cosi, cosi e cosi… Dio è veramente grande…
il bimbo piange… e un pò anche tutti noi.

Questa è la mia Africa.